L`omaggio all`Italia con Martucci, Sinigaglia e Respighi - Osn Rai

L`omaggio all`Italia con Martucci, Sinigaglia e Respighi

Notizie24/01/2019

 L`omaggio all`Italia con Martucci, Sinigaglia e Respighi
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Un omaggio all’Italia e ai compositori protagonisti della rinascita strumentale nel nostro Paese fra Otto e Novecento. È dedicato a Giuseppe Martucci, Leone Sinigaglia e Ottorino Respighi il concerto che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo Direttore principale James Conlon, americano con origini lucane, propongono venerdì 1° febbraio alle 20 (turno blu) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con replica sabato 2 febbraio alle 20.30 (turno rosso), anche in diretta su Radio3.

Apre la serata un’opera di rara esecuzione come il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 66 di Giuseppe Martucci. Nell’Italia del melodramma di fine Ottocento l’attività del compositore capuano come direttore, pianista e organizzatore contribuì notevolmente a diffondere il gusto per la musica sinfonica, come pure a promuovere il riconoscimento dell’arte di Wagner e Brahms. A questi modelli si richiama il Concerto del 1886, pagina di notevole ampiezza e di grande impegno esecutivo interpretata dal pianista Giuseppe Albanese, di ritorno all’Orchestra Rai dopo il debutto nel 2011 per il bicentenario della nascita di Liszt. Vincitore del “Vendôme Prize” di Parigi nel 2003 e laureato in filosofia con una tesi sull’estetica di Franz Liszt che gli è valsa l’incarico di docente all’Università di Messina, è interprete talentuoso fra i più richiesti della sua generazione. Invitato per recital e concerti in prestigiose sale internazionali come la Konzerthaus di Berlino, il Mozarteum di Salisburgo e la Steinway Hall di Londra, ha collaborato con direttori quali Jeffrey Tate, Dmitri Jurowski e Nicola Luisotti.

Seguono due lavori del compositore torinese di origine ebraica Leone Sinigaglia, morto nel 1944 dopo l’arresto che lo avrebbe condotto in un campo di sterminio. Alla guida dell’Orchestra Rai Conlon esegue l’ouverture Le baruffe chiozzotte op. 32, brano di grande brio e freschezza melodica portato al successo da Arturo Toscanini al Teatro alla Scala nel 1908, che descrive l’ambiente popolano lagunare di cui Goldoni fu osservatore nell’omonima commedia. Proposta in una trascrizione per orchestra d’archi è invece Hora Mystica, altra rarità di Sinigaglia originariamente scritta per quartetto d’archi nel 1894 e dedicata alle atmosfere traslucide e delicate della campagna piemontese.

Chiude il poema sinfonico I pini di Roma di Ottorino Respighi, esponente di spicco della generazione dell’Ottanta cui si deve il rinnovamento della vita musicale italiana del primo Novecento e che di Martucci fu allievo al Conservatorio di Bologna. Secondo poema orchestrale di Respighi, posteriore di otto anni alle Fontane di Roma e anteriore di cinque a Feste romane, I pini di Roma fu composto nel 1924 e diretto in prima esecuzione da Bernardino Molinari alla fine dello stesso anno all’Augusteo di Roma. Opera fra le più rappresentative dell’autore, celebra le bellezze paesistiche della città amata, descrivendole con la brillante perizia orchestrale respighiana o evocandole attraverso emozioni spirituali e fantastiche.